di Ennio Bassi
Bruxelles monitora con attenzione il mercato del jet fuel, messo sotto stress dalla crisi in Medio Oriente e dall’aumento dei prezzi. Nonostante le tensioni, non si prevedono cancellazioni diffuse di voli
Il mercato dei carburanti per l’aviazione attraversa una fase di tensione, ma senza segnali di crisi imminente. A rassicurare è il commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, che esclude, almeno nel breve periodo, un’ondata di cancellazioni di voli dovuta alla carenza di cherosene. Le recenti riduzioni di tratte operate da alcune compagnie, ha chiarito, sono legate principalmente all’aumento dei costi del carburante, più che a problemi di approvvigionamento.
Dall’inizio delle tensioni in Medio Oriente, i prezzi del jet fuel sono infatti cresciuti in modo significativo, incidendo sulla sostenibilità economica di alcune rotte. Tuttavia, secondo la Commissione europea, il sistema sta reggendo: circa il 70% del carburante utilizzato nell’Unione è prodotto internamente, mentre il restante 30% proviene dall’estero, con una quota limitata dal Golfo Persico.
Nonostante l’equilibrio attuale, Bruxelles resta vigile. Le scorte strategiche sono disponibili e potrebbero essere utilizzate in caso di necessità, anche se al momento non si registrano carenze concrete. Per rafforzare il monitoraggio, l’Ue annuncerà la creazione di un osservatorio dedicato ai carburanti, con un primo focus proprio sul settore aeronautico.
Sul fronte dei diritti dei passeggeri, viene ribadita una distinzione importante: eventuali cancellazioni dovute a una reale scarsità di carburante rientrerebbero tra le “circostanze straordinarie”, e quindi non darebbero automaticamente diritto a risarcimenti. Diverso il caso di voli soppressi per ragioni economiche, come l’aumento dei costi: in quel caso, i passeggeri mantengono il diritto alla compensazione.
La situazione resta comunque incerta e fortemente legata all’evoluzione geopolitica. La possibile chiusura di snodi strategici come lo Stretto di Hormuz continua a rappresentare un fattore di rischio. Per questo, le istituzioni europee insistono sulla necessità di accelerare la transizione verso carburanti sostenibili e una maggiore autonomia energetica.
In alcuni Paesi, come la Spagna, la fornitura appare al momento stabile, grazie a una produzione interna significativa. Tuttavia, eventuali difficoltà in altri Stati membri potrebbero avere ripercussioni sull’intero mercato europeo.
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