di Carlo Longo
Aperti i seggi in 183 municipalità palestinesi: circa 1,5 milioni di elettori coinvolti in Cisgiordania e 70 mila a Deir al-Balah, nella Striscia
Si sono aperte le urne nei territori palestinesi per il rinnovo delle amministrazioni locali in 183 municipalità. Le operazioni di voto sono iniziate alle 7 del mattino sia in Cisgiordania sia a Deir al-Balah, nel centro della Striscia di Gaza, segnando il primo appuntamento elettorale dall’inizio del conflitto scoppiato dopo il 7 ottobre.
Secondo la Commissione Elettorale Centrale con sede a Ramallah, sono circa 1,5 milioni i cittadini registrati al voto in Cisgiordania, mentre nella zona di Deir al-Balah gli elettori sono circa 70 mila. Proprio questa città, relativamente meno colpita dalle devastazioni della guerra, è stata scelta come luogo simbolico per riavviare un processo democratico interrotto da anni.
Il contesto resta complesso, segnato da tensioni politiche e da una diffusa sfiducia nella popolazione. La maggior parte delle liste in competizione è legata a Fatah, il movimento del presidente Mahmoud Abbas, oppure si presenta come indipendente. In alcune realtà locali, tra cui Ramallah e Nablus, è stata presentata un’unica lista, determinando di fatto un’elezione senza competizione.
Il confronto politico ruota comunque attorno alla storica rivalità tra Fatah e Hamas. Quest’ultimo, che controlla la Striscia di Gaza dal 2007, non partecipa ufficialmente con proprie liste, pur contando su candidati a esso vicini. Nonostante l’assenza formale, i sondaggi indicano Hamas ancora come una delle forze più popolari sia a Gaza sia in Cisgiordania, a vent’anni dalla vittoria alle legislative del 2006.
Le Nazioni Unite, attraverso il coordinatore Ramiz Alakbarov, hanno definito il processo elettorale “credibile”, sottolineando l’importanza del voto come occasione per esercitare diritti democratici in una fase particolarmente difficile.
Sul piano della sicurezza, nella Striscia di Gaza la gestione è stata affidata formalmente a una società privata, anche se fonti locali parlano della presenza di agenti palestinesi in abiti civili nei pressi dei seggi. Gli orari di voto differiscono: in Cisgiordania i seggi resteranno aperti fino alle 19, mentre a Deir al-Balah la chiusura è prevista alle 17 per consentire lo scrutinio durante le ore di luce, a causa della carenza di elettricità.
Queste elezioni rappresentano anche un test per l’Autorità Nazionale Palestinese guidata da Mahmoud Abbas, al potere da circa due decenni senza nuove elezioni presidenziali.
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