di Corinna Pindaro
Un soccorritore delle Forze di difesa delle Maldive è morto durante le ricerche dei cinque sub italiani dispersi nell’atollo di Vaavu. Indagini su immersione oltre i limiti consentiti
La tragedia nell’atollo di Vaavu, alle Maldive, si aggrava ulteriormente. Un soccorritore
militare delle Forze nazionali di difesa maldiviane è morto oggi, 16 maggio 2026, mentre partecipava alle operazioni di recupero dei cinque sub italiani dispersi nelle grotte sottomarine della cosiddetta “Grotta degli squali”.
Il militare, un sergente maggiore, era stato trasportato in condizioni critiche all’ospedale di Malé dopo l’intervento in profondità, ma è deceduto poco dopo. Sale così a sei il bilancio delle vittime.
Chi erano i cinque sub italiani
Le vittime italiane erano Monica Montefalcone, docente di Ecologia all’Università di Genova, sua figlia Giorgia Sommacal, la ricercatrice piemontese Muriel Oddenino e i due istruttori subacquei Gianluca Benedetti e Federico Gualtieri.
Finora è stato recuperato soltanto il corpo di Benedetti. Secondo le autorità maldiviane, gli altri quattro potrebbero trovarsi ancora all’interno della grotta sottomarina a oltre 50 metri di profondità.
Le indagini sull’immersione oltre i limiti
L’incidente è avvenuto durante un’immersione nelle grotte dell’atollo di Vaavu, a circa 65 chilometri da Malé. Le autorità stanno cercando di capire come sia stato possibile che il gruppo si spingesse fino a 50-60 metri di profondità, nonostante alle Maldive il limite per le immersioni ricreative sia fissato a 30 metri.
L’Università di Genova ha chiarito che quell’immersione non rientrava nella missione scientifica ufficiale, ma sarebbe stata effettuata a titolo personale. Gli investigatori stanno verificando se esistessero autorizzazioni speciali per superare i limiti consentiti.
Le possibili cause della tragedia
Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori ci sono la tossicità da ossigeno, la narcosi da azoto, eventuali correnti improvvise o problemi legati alla miscela respiratoria utilizzata durante l’immersione.
Per fare chiarezza saranno decisivi i dati dei computer subacquei, l’analisi delle bombole e gli esami autoptici sui corpi recuperati.
Nel frattempo le autorità hanno sospeso a tempo indeterminato la licenza della Duke of York, la nave da cui erano partiti i sub italiani
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