di Aisha Harrison

La scelta rappresenta un nuovo cambio di linea della Casa Bianca. Solo poche ore prima, Trump aveva dichiarato di opporsi a qualsiasi proroga

 

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato l’estensione del cessate il fuoco con l’Iran, rinviando l’attacco militare previsto e concedendo più tempo a Teheran per presentare una proposta negoziale. La decisione, resa nota attraverso un messaggio sui social, arriva su richiesta della mediazione pakistana. Secondo quanto riportato da Al Jazeera, Trump ha chiarito che le forze armate statunitensi manterranno il blocco navale, restando “pronte e in grado” di intervenire, mentre la tregua proseguirà fino alla presentazione di una proposta iraniana e alla conclusione dei colloqui, “in un modo o nell’altro”. L’assenza di una scadenza precisa rende di fatto l’estensione a tempo indeterminato.

Un dietrofront strategico

La scelta rappresenta un nuovo cambio di linea della Casa Bianca. Solo poche ore prima, Trump aveva dichiarato di opporsi a qualsiasi proroga, minacciando un massiccio attacco contro le infrastrutture iraniane. Il dietrofront evidenzia le difficoltà della strategia americana, sospesa tra pressione militare e necessità di evitare un’escalation.Dal canto suo, l’Iran non ha reagito immediatamente. L’agenzia semi-ufficiale Tasnim ha fatto sapere che la posizione di Teheran sarà annunciata successivamente, mentre restano forti perplessità sulla partecipazione ai negoziati previsti a Islamabad.

Il ruolo del Pakistan

Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha espresso apprezzamento per la decisione americana, sottolineando l’impegno di Islamabad nel favorire una soluzione diplomatica. Sharif ha auspicato che le parti possano rispettare la tregua e arrivare a un accordo di pace duraturo nel prossimo round di colloqui. Uno dei principali ostacoli resta il blocco navale imposto dagli Stati Uniti ai porti iraniani. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi lo ha definito un “atto di guerra” e una violazione del cessate il fuoco, ribadendo che Teheran è pronta a difendere i propri interessi e a resistere alle pressioni. Trump ha riferito che il governo iraniano sarebbe “seriamente diviso”, suggerendo che  sono le tensioni interne a rallentare il processo negoziale. Tuttavia, secondo l’analisi dell’inviato di Al Jazeera Ali Hashem, si tratterebbe di una percezione errata: dopo l’uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei, la leadership si sarebbe ricompattata attorno al successore Mojtaba Khamenei.

Le condizioni per la pace

Le distanze restano profonde. Washington chiede lo smantellamento completo del programma nucleare iraniano, limiti alla produzione missilistica e la fine del sostegno a gruppi regionali come Hezbollah e Hamas. Teheran, invece, rivendica il diritto all’arricchimento dell’uranio per scopi civili e rifiuta di negoziare sulle proprie capacità militari.Altro punto critico è il destino delle scorte di uranio arricchito: gli Stati Uniti sostengono che l’Iran abbia accettato di cederle, ma Teheran nega categoricamente.

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