di Carlo Longo


Nella cornice del Casino dell’Aurora a Palazzo Pallavicini Rospigliosi, il Premio SPES 2026 verrà conferito il prossimo 6 maggio a Ugo Zampetti, Segretario Generale della Presidenza della Repubblica. Un riconoscimento che va oltre la carriera e celebra una visione alta del servizio pubblico: discreta, rigorosa, profondamente istituzionale. Un percorso che attraversa decenni della vita parlamentare italiana e che oggi trova nel Quirinale il suo punto più alto

di Carlo Longo

Ci sono figure dello Stato che non cercano visibilità, e proprio per questo ne incarnano il senso più profondo. Ugo Zampetti è una di queste. Il Premio SPES 2026, che gli verra’ conferito il prossimo 6 maggio a Roma in una delle sedi più simboliche della tradizione istituzionale italiana, riconosce non solo una carriera esemplare, ma un’idea precisa e rigorosa di cosa significhi servire la Repubblica.

La cerimonia, che si svolgerà al Casino dell’Aurora di Palazzo Pallavicini Rospigliosi,  riunirà i rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e della cultura. Promosso dalla Fondazione AISES e dalla SPES Academy “Carlo Azeglio Ciampi”, il premio viene assegnato a personalità che interpretano il servizio pubblico come una responsabilità esigente e continua. Non è un caso che la motivazione stessa richiami esplicitamente questa dimensione etica del ruolo .

Il programma dell’evento prevede un percorso solenne ma essenziale: i saluti istituzionali di Valerio De Luca, l’introduzione della Presidente Giuseppina Rubinetti, la lettura della motivazione affidata a Cristina Mazzantini, Daria Perrotta e Maria Teresa Sempreviva, quindi la laudatio pronunciata da Giampiero Massolo. A condurre la serata Maria Latella, a sottolineare il carattere pubblico e condiviso di un riconoscimento che riguarda l’intero sistema istituzionale .

Ma ciò che rende questo premio particolarmente significativo è il profilo del premiato. Nato a Roma nel 1949, laureato in giurisprudenza con una formazione costituzionalistica sotto la guida di Leopoldo Elia, Zampetti entra nei ruoli della Camera dei deputati nel 1976. Da quel momento inizia un percorso che attraversa le strutture più sensibili della macchina parlamentare: dalle commissioni permanenti agli uffici studi, fino al cuore operativo dell’Assemblea.

Nel 1999 viene nominato Segretario Generale della Camera dei deputati, ruolo che manterrà per quindici anni, lavorando al fianco di Presidenti di diversa estrazione politica. È qui che si manifesta uno degli elementi più rilevanti del suo operato: la capacità di garantire continuità e imparzialità in un contesto per definizione attraversato dal conflitto politico. Zampetti contribuisce a una profonda riorganizzazione dell’amministrazione parlamentare, introducendo il principio dell’integrazione funzionale e rafforzando la cultura dell’imparzialità come criterio operativo.

Il passaggio al Quirinale, nel 2015, come Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, segna il riconoscimento definitivo di una competenza istituzionale rara. In questo ruolo, Zampetti diventa uno dei principali garanti della continuità amministrativa della più alta istituzione dello Stato, lavorando accanto al Presidente della Repubblica in una posizione che richiede equilibrio, discrezione e una conoscenza profonda dei meccanismi costituzionali.

Il Premio SPES coglie esattamente questo punto: il valore del servizio come forma alta di responsabilità. In un’epoca in cui la dimensione pubblica è spesso esposta alla semplificazione e alla personalizzazione, la figura di Zampetti rappresenta un modello opposto e necessario. Un modello fatto di competenza silenziosa, di rigore metodologico, di dedizione costante.

Non è un caso che nel corso della sua carriera abbia ricevuto altri riconoscimenti importanti, come il Premio Giambattista Gifuni e il Premio Cultura Politica Giovanni Spadolini. Tuttavia, il Premio SPES si distingue per la sua capacità di mettere al centro non tanto il successo individuale, quanto il significato del ruolo istituzionale.

Anche la scelta dell’artista Emilio Isgrò per la realizzazione del premio non è secondaria: un autore che ha fatto della cancellazione e della sottrazione una forma espressiva, in qualche modo affine alla discrezione che caratterizza il percorso di Zampetti. Una presenza che non invade, ma struttura; che non si impone, ma rende possibile. Da ricordare anche che Isgrò ha partecipato anche a Quirinale Contemporaneo, un’altra operazione “storica” voluta da Mattarella e Zampetti, che ha cambiato la storia ed il percepito del palazzo più importante della nostra repubblica.

Il Premio SPES 2026 a Zampetti, dunque, non celebra soltanto una carriera. Celebra un’idea di Stato. E, soprattutto, ricorda che esiste ancora una forma di servizio pubblico capace di tenere insieme competenza, etica e visione. Una forma rara, ma essenziale.

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L’articolo Il Premio Spes a Ugo Zampetti, Segretario Generale del Quirinale. Il servizio come istituzione proviene da Associated Medias.