di Martina Esposito

Nel quadro del Natural Risk Forum Federico Freni e Guido Castelli ci hanno spiegato la necessità di rispondere alla fragilità del Paese con una risposta strutturale basata sulla collaborazione tra Stato e privati

L’Italia è un Paese fragile per natura e affrontare i rischi catastrofali richiede un cambio di paradigma: più prevenzione, maggiore consapevolezza e una collaborazione strutturata tra pubblico e privato. È questo il messaggio che emerge dalle interviste esclusive realizzate da Associated Medias a margine del Natural Risk Forum, l’iniziativa promossa da Unipol a Roma per mettere a confronto istituzioni, imprese e mondo scientifico sulla gestione dei rischi naturali.

Il sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Federico Freni, sottolinea innanzitutto il valore culturale dell’appuntamento, definendolo uno strumento utile “per accrescere la consapevolezza sull’importanza del dialogo tra pubblico e privato”. Una consapevolezza che, spiega, è alla base della costruzione di una vera cultura assicurativa: “la cultura assicurativa legata ai rischi catastrofali si alimenta proprio di questo rapporto” e rappresenta “il motore di iniziative come il Natural Risk Forum”.

Il punto, però, è anche economico. “Il rischio catastrofale non è sostenibile per il bilancio dello Stato”, osserva Freni, indicando nella collaborazione tra istituzioni e operatori privati l’unica strada percorribile: “è solo attraverso questa interazione e lo sviluppo di una solida cultura assicurativa che il Paese può andare avanti”. Un percorso che, aggiunge, deve coinvolgere tutti gli attori — “politici, assicuratori e operatori” — in una logica condivisa.

Accanto a questa visione, l’intervista a Guido Castelli, commissario straordinario per la ricostruzione sisma 2016, richiama con forza il tema della fragilità strutturale del territorio italiano. “L’Italia è un Paese fragile non per caso, ma perché geologicamente è fatto così”, afferma, sottolineando la necessità di trasformare questa consapevolezza in patrimonio diffuso.

Per Castelli, il lavoro deve partire anche dalla formazione: “nell’educazione civica dovrebbe esserci uno spazio dedicato alla consapevolezza della fragilità del territorio”. In questo senso, il Natural Risk Forum rappresenta un’occasione concreta per “far familiarizzare cittadini, operatori economici e istituzioni con un dato che è sistemico”. Un concetto che sintetizza con una formula efficace: “è un Paese bellissimo, ma fragile, e dobbiamo ricordarcelo ogni giorno”.

Il tema della prevenzione si lega inevitabilmente a quello della ricostruzione. Secondo Castelli, ogni intervento post-catastrofe deve guardare oltre l’emergenza: “ogni ricostruzione deve essere orientata anche a prevenire i danni futuri”. Da qui il richiamo al principio del build back better: “ricostruire meglio, fare sempre meglio, senza limitarsi a riparare i danni con soluzioni temporanee”.

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